In vari articoli ho spiegato l’opportunità per le aziende digitali di delegare in outsourcing la costruzione e la gestione di tutti gli aspetti tecnologici delle loro piattaforme.

Tuttavia, scegliere il fornitore giusto è difficile e ti capisco se nel dubbio di sbagliare preferisci non fare nulla e rimanere nella tua situazione attuale.

E’ per questo motivo che con questo articolo ti voglio spiegare quali sono i tipi di fornitori da evitare come la peste, o meglio le combinazioni di servizi che non devi affidare a specifiche categorie di fornitori.

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Il mondo sta cambiando più velocemente che mai e l’evoluzione tecnologica ha reso più facile creare, vendere e comprare prodotti e servizi. L’innovazione continua è un enorme indicatore di successo in gran parte dei settori merceologici.

Essere sul mercato oggi è infatti molto differente rispetto anche a soli pochi anni fa: il digitale non è più un’opzione o un canale secondario, in molti casi è la modalità principale; allo stesso tempo è diverso dal marketing e dal modo di organizzare un’impresa tradizionale.

Continua a leggere per scoprire come i riscontri degli utenti cambiano in tempo reale le strategie e perché è ora di mettere da parte le richieste di progetti a costo fisso e gli RFP per creare le migliori soluzioni possibili.

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Alcuni clienti preferiscono ricevere offerte a corpo dai loro fornitori, nella convinzione di poter rimuovere l’incertezza in termini di costo, tempistiche e funzionalità dei progetti. I clienti sono soddisfatti nel pensare di poter mantenere il controllo su questi aspetti, senza tuttavia rendersi conto che così facendo perdono il controllo sulla qualità.

Cosa ci vuole per realizzare un prodotto digitale di alta qualità? Innanzitutto, i prodotti migliori sono il risultato di uno sforzo collaborativo tra cliente e fornitore poiché è necessaria l’esperienza di entrambi. Inoltre, è indispensabile poter adattare un progetto agli inevitabili cambiamenti che ci saranno in corso d’opera, come avviene e come in realtà deve essere in un prodotto digitale.

Non è necessario che tutte le funzionalità siano completamente definite all’inizio del progetto, che è il momento in cui quest’ultimo è meno conosciuto: sia il cliente che il fornitore sono nella posizione di poterle dettagliare meglio solo man mano che passa il tempo.

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Quando si discute la realizzazione di un nuovo prodotto digitale o il suo ammodernamento, inevitabilmente arriva la domanda “quanto costerà?”.

Si potrebbe rispondere “il meno possibile”, ma non sarebbe una risposta utile o seria; bisogna invece seguire un approccio in grado di evitare rischi importanti e massimizzare il valore del software prodotto in relazione all’investimento.

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Quando le aziende intendono affidare la realizzazione di un progetto software in outsourcing ad un team di sviluppo esterno, generalmente chiedono un preventivo di spesa per scegliere il fornitore.

Una delle tecniche usate per la richiesta di preventivo è la RFP (Request for Proposals), in alcuni casi necessaria per policy aziendale, nella convinzione che sia un modo efficace di scegliere il miglior fornitore.

Nel tempo ho letto molte RFP, tuttavia quasi sempre ho potuto verificare che sono realizzate in modo tale da produrre gli effetti opposti a quelli che il cliente desiderava ottenere, per questo motivo ti spiegherò un metodo più efficace per scegliere un fornitore di sviluppo software.

Mentre la maggior parte delle richieste di preventivo sono focalizzate sul software da costruire e sui costi, penso che sia meglio concentrarsi sul fornitore e il suo team di sviluppatori, scegliendo il migliore e lavorando collaborativamente con loro per costruire il miglior progetto possibile.

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