In questo articolo tratto un argomento che mi sta molto a cuore che è anche uno di quelli più contro intuitivi, soprattutto nell’ambito del digitale e nella gestione appunto di piattaforme e prodotti digitali.

Un concetto che infatti ripeto spesso è che la tecnologia è tutto sommato facile, se la raffrontiamo al vero problema che è invece quello delle persone.

Inteso come: gestire gli aspetti tecnologici di una piattaforma digitale è il problema minore rispetto a quello di gestire le persone che lo fanno funzionare.

A dispetto di quello che pensano molti non addetti ai lavori, un prodotto digitale non sta in piedi da solo ed è necessario farlo evolvere e correggerlo continuamente.

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Una prassi comune lavorando nel mondo server-side è definire diversi ambienti di esecuzione e di deploy per le proprie applicazioni. Solitamente troviamo almeno un ambiente dedicato allo sviluppo ed un altro che rappresenta l’ambiente di produzione. I vari ambienti si differenziano utilizzando diversi valori per parametri comuni quali le credenziali di accesso al database, l’attivazione degli strumenti di log, il modello di autenticazione, ecc.

Uno dei primi ostacoli che si incontrano lavorando con un framework client-side come AngularJS è quello di trovare un meccanismo per poter differenziare l’ambiente di esecuzione della propria applicazione senza poter contare sugli strumenti abituali disponibili lato server.

In questo articolo mostreremo una possibile soluzione realizzata collaborando assieme a PhotoSì e Fabio Masini basata sulla riscrittura dei nostri file sorgenti tramite task Grunt che valorizza determinate variabili JavaScript a seconda che si voglia eseguire la nostra applicazione in un ambiente di sviluppo o in un ambiente test.

In particolare vedremo come utilizzare diversi endpoint REST a seconda dell’ambiente di esecuzione che vogliamo utilizzare.

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