Perchè la tecnologia digitale può distruggere o salvare il tuo business

Si parla spesso, io per primo, di tecnologia come fattore abilitante per il business, soprattutto se digitale.

E’ infatti la tecnologia che rende sempre meno costoso aprire e gestire una nuova azienda in termini operativi.

Ogni evoluzione di processo basata sull’avanzamento tecnologico si è infatti riflessa nella possibilità delle aziende di essere sempre più competitive, sia diminuendo i costi che consentendo di spingere l’acceleratore sull’innovazione (quando non è la tecnologia stessa l’oggetto dell’innovazione aziendale).

Questo avanzamento è andato avanti al punto di rendere molte tecnologie delle vere e proprie commodities che diamo per scontate.

Per fare un esempio banale ma concreto, ricordo ancora quando, nei tempi pionieristici del ’99, tra gli altri servizi di gestione IT che fornivo alle aziende vendevo anche i domini internet a quasi un milione di Lire; oggi su servizi online come GoDaddy si possono acquistare anche a meno di un Euro.

Tuttavia, negli ultimi anni le capacità della tecnologia si sono evolute al punto che, da “semplice” leva da sfruttare per raggiungere gli obiettivi aziendali, stanno superando le stesse best practice del business come è possibile vedere nel grafico di questa slide.

Cosa significa? Che a differenza di prima è sempre di più il business (e per estensione anche il settore legale, la politica, HR, regolamentazione, ecc.) ad essere al traino del digitale e questo spiega perché negli ultimi anni assistiamo al fenomeno della “disruption” delle aziende basate sui modelli di business tradizionali (es. Stampa vs. Digital Media), ma ormai anche degli stessi modelli digitali recenti che vengono soppiantati da quelli ancor più innovativi e in tempi sempre più brevi.

Questo trend non potrà che andare avanti e rispetto al grafico sono convinto che sarà ancor più accelerato fra pochi anni.

Tra la tanta fuffa delle immancabili “previsioni tecnologiche” di inizio anno e delle buzzword in pieno hype, da tecnico, tecnologo e soprattutto come azienda che governa e gestisce l’IT delle imprese digitali, vedo alcuni temi poco conosciuti al business che si fanno sempre più strada, che io stesso sto usando per aiutare i clienti più lungimiranti a innovarsi, innovare e ottenere eccellenza operativa, e con i quali i business (digitali e non) dovranno fare i conti: bisognerà ripensare molti modelli e sistemi, e soprattutto essere affiancati da una vera guida tecnologica supportata da capacità operativa.

Per capirci, il reparto IT non va più visto dal business come quel gruppo di nerd sfigati che stanno al piano sottoterra da usare per sfogarsi urlando quando gli affari vanno male, incolpandoli ad esempio di inesistenti malfunzionamenti o ritardi nelle consegne (giuro che ho avuto clienti dove funzionava così). Magari rimarrà qualche maglietta di Star Wars ma va invece visto come l’asset che può salvare la tua azienda e renderla più competitiva in uno scenario come quello che ho delineato.

A sua volta l’IT, ora fondamentale per la strategia aziendale, non deve rimanere quell’ambiente fatto di informatica ormai polverosa e processi sgangherati che si limita ad “implementare” e a “sistemare” i blocchi in produzione.

Infatti è quasi sempre un male che l’IT digitale sia gestito con risorse interne, poiché a parte poche eccezioni rimane sempre troppo statico, indietro tecnologicamente, senza capacità di visione e impossibilitato ad alcune economie di scala e aggiornamento professionale che possono avere operatori esterni.

Marketing e IT devono insomma finalmente collaborare, perché ormai sono legati a doppio filo.

E’ anche per questi motivi che raccomando sempre alle aziende di investire nel rafforzare gli investimenti interni nella strategia, nel marketing e nel prodotto(appoggiandosi agli specialisti su tematiche che è difficile far crescere in azienda come il growth hacking) e nell’affidare l’intero IT in outsourcing ad un Service Provider specializzato in operatività digitale e guida tecnologica, anche esternalizzando le funzioni IT già esistenti internamente ove possibile passandole allo stesso service provider.

Loading Facebook Comments ...
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *