Perché il tuo team tecnologico non rispetta le scadenze e le attività si accumulano?

Hai mai la sensazione che gestire lo sviluppo e la manutenzione del tuo prodotto digitale svolte dal tuo team (interno o esterno) siano come cercare di spegnere un palazzo in fiamme?

Mi riferisco al fatto che definire le priorità degli sviluppi, delle attività di supporto, degli incidenti e di tutte le altre operazioni digitali è un vero e proprio inferno dove si risolve una cosa e se ne rompe un’altra, si litiga continuamente nel definire delle scadenze che molto frequentemente non vengono rispettate e lo spazio per migliorare la situazione si fa sempre più ristretto.

E questo avviene in modo paradossale: più si cerca di pianificare le attività in modo esatto, tentando di mettere a punto anche il più piccolo dei dettagli, facendosi dare stime più precise possibili dagli sviluppatori e dagli altri specialisti, allineandosi il più frequentemente possibile con il team, più la situazione si aggrava invece di migliorare.

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Il CTO, un unicorno digitale che devi catturare velocemente (ma non troppo presto)

L’unicorno è un animale mitologico con un corno dai poteri magici che una volta si pensava esistesse davvero, tanto che nel medioevo si trovava persino nei testi “scientifici”.

Si diceva che fosse talmente prezioso che sulla terra se ne poteva trovare solo uno vivente per volta, ma l’impossibilità di trovarne un esemplare fece sì che diventasse definitivamente un mito.

Anche il digitale ha il suo unicorno: il CTO, un personaggio molto prezioso e ricercato ma così raro da essere introvabile, al punto che molti si chiedono se esista davvero (sì, esiste anche se pochi ne hanno uno).

Il CTO (sigla per “Chief Technology Officer”), in breve, è colui che sceglie e “governa” tutte le tecnologie e infrastrutture che fanno funzionare una piattaforma digitale.

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Come evitare di affidarsi al tipo sbagliato di fornitore che farà fallire miseramente la tua piattaforma web e i tuoi sogni di imprenditore digitale

In vari articoli ho spiegato l’opportunità per le aziende digitali di delegare in outsourcing la costruzione e la gestione di tutti gli aspetti tecnologici delle loro piattaforme.

Tuttavia, scegliere il fornitore giusto è difficile e ti capisco se nel dubbio di sbagliare preferisci non fare nulla e rimanere nella tua situazione attuale.

E’ per questo motivo che con questo articolo ti voglio spiegare quali sono i tipi di fornitori da evitare come la peste, o meglio le combinazioni di servizi che non devi affidare a specifiche categorie di fornitori.

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Lavorare nel modo giusto nella costruzione e nella manutenzione di un prodotto digitale

Il mondo sta cambiando più velocemente che mai e l’evoluzione tecnologica ha reso più facile creare, vendere e comprare prodotti e servizi. L’innovazione continua è un enorme indicatore di successo in gran parte dei settori merceologici.

Essere sul mercato oggi è infatti molto differente rispetto anche a soli pochi anni fa: il digitale non è più un’opzione o un canale secondario, in molti casi è la modalità principale; allo stesso tempo è diverso dal marketing e dal modo di organizzare un’impresa tradizionale.

Continua a leggere per scoprire come i riscontri degli utenti cambiano in tempo reale le strategie e perché è ora di mettere da parte le richieste di progetti a costo fisso e gli RFP per creare le migliori soluzioni possibili.

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Come ottenere un prodotto digitale di qualità evitando i problemi dei contratti a corpo

Alcuni clienti preferiscono ricevere offerte a corpo dai loro fornitori, nella convinzione di poter rimuovere l’incertezza in termini di costo, tempistiche e funzionalità dei progetti. I clienti sono soddisfatti nel pensare di poter mantenere il controllo su questi aspetti, senza tuttavia rendersi conto che così facendo perdono il controllo sulla qualità.

Cosa ci vuole per realizzare un prodotto digitale di alta qualità? Innanzitutto, i prodotti migliori sono il risultato di uno sforzo collaborativo tra cliente e fornitore poiché è necessaria l’esperienza di entrambi. Inoltre, è indispensabile poter adattare un progetto agli inevitabili cambiamenti che ci saranno in corso d’opera, come avviene e come in realtà deve essere in un prodotto digitale.

Non è necessario che tutte le funzionalità siano completamente definite all’inizio del progetto, che è il momento in cui quest’ultimo è meno conosciuto: sia il cliente che il fornitore sono nella posizione di poterle dettagliare meglio solo man mano che passa il tempo.

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