Perché ci sono sempre bug e li devo pagare (quasi sempre) io?

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Dietro le quinte, il lavoro di un team di sviluppo e di gestione dell’operatività di un prodotto digitale è caratterizzato da molte soddisfazioni così come da molti problemi frustranti.

Dal punto di vista delle soddisfazioni, una di quelle che personalmente mi stimolano di più è quella di poter creare, spesso da zero, qualcosa che genera un risultato anche molto rilevante per un cliente.

Tra le frustrazioni ci sono invece quelle relative al fatto che è impossibile produrre software senza difetti o riuscire a servire sempre correttamente una richiesta operativa di un utente, anche con le migliori intenzioni, così come riuscire a far sì che un’infrastruttura abbia un uptime del 100% in un anno è pressoché infattibile e, in ultima istanza, anti economico.

In generale molti di questi problemi rimangono poco visibili agli utenti finali e ai committenti, se il team è ben organizzato e ci sono dei processi di controllo adeguati.

Tuttavia, proprio per la natura del software e dei sistemi che lo fanno girare su Internet, e in generale della complessità di una piattaforma digitale, è inevitabile imbattersi in bug, incidenti e problemi di comunicazione.

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Perché il tuo team tecnologico non rispetta le scadenze e le attività si accumulano?

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Hai mai la sensazione che gestire lo sviluppo e la manutenzione del tuo prodotto digitale svolte dal tuo team (interno o esterno) siano come cercare di spegnere un palazzo in fiamme?

Mi riferisco al fatto che definire le priorità degli sviluppi, delle attività di supporto, degli incidenti e di tutte le altre operazioni digitali è un vero e proprio inferno dove si risolve una cosa e se ne rompe un’altra, si litiga continuamente nel definire delle scadenze che molto frequentemente non vengono rispettate e lo spazio per migliorare la situazione si fa sempre più ristretto.

E questo avviene in modo paradossale: più si cerca di pianificare le attività in modo esatto, tentando di mettere a punto anche il più piccolo dei dettagli, facendosi dare stime più precise possibili dagli sviluppatori e dagli altri specialisti, allineandosi il più frequentemente possibile con il team, più la situazione si aggrava invece di migliorare.

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Perchè la tecnologia digitale può distruggere o salvare il tuo business

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Si parla spesso, io per primo, di tecnologia come fattore abilitante per il business, soprattutto se digitale.

E’ infatti la tecnologia che rende sempre meno costoso aprire e gestire una nuova azienda in termini operativi.

Ogni evoluzione di processo basata sull’avanzamento tecnologico si è infatti riflessa nella possibilità delle aziende di essere sempre più competitive, sia diminuendo i costi che consentendo di spingere l’acceleratore sull’innovazione (quando non è la tecnologia stessa l’oggetto dell’innovazione aziendale).

Questo avanzamento è andato avanti al punto di rendere molte tecnologie delle vere e proprie commodities che diamo per scontate.

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Le tre cose che un imprenditore digitale deve fare bene: idea, esecuzione e cultura

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Gli imprenditori digitali devono far bene almeno tre cose per ottenere un successo sostenibile per la loro azienda: idea, esecuzione e cultura, con tutto ciò che sta dietro a queste parole.

Spesso si parla solo delle prime due parole chiave, tuttavia penso che la terza sia altrettanto importante.

Le grandi imprese nascono con una visione che ispira le persone. Ad esempio, l’idea dietro Innomatic è che ci sono modi migliori per generare e diffondere valore con il software in un oceano blu di opportunità. Questa convinzione è rimasta solida fin dal primo giorno nonostante in circa 15 anni il servizio si sia evoluto.

L’idea però non è tutto: è un piccolo moltiplicatore rispetto al valore dell’esecuzione. Un’idea geniale senza esecuzione rimane… un’idea; un’idea appena sufficiente con un’esecuzione grandiosa può valore milioni.

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Radical Management

Una lettura che consiglio vivamente ai CEO digitali: Radical Management di Steve Denning.

Prendendo spunto dai concetti dello sviluppo software agile, tipici della metodologia Scrum e non solo (continuo ciclo di feedback PDCA a partire dal lavoro organizzato per iterazioni, risultati incrementali con valore fornito da subito, ecc.), li estende all’intera organizzazione con l’obiettivo di innescare un profondo cambiamento.

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